Unique woven jewels handmade in 925°° Silver and Silk plated in gold, rodhium, ruthenium. Made in Italy following renaissance ancient technique

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Vero o Falso ?

L’anziana nonna della mia amica Gaia è stata truffata. Teledipendente, ossessionata dalle promozioni e dalle raccolte punti, un po’ come tutte le nonne italiane, la povera signora è incappata in una televendita che definire sospetta sarebbe puro eufemismo. I furbi signori dell’antiquato canale televisivo locale proponevano una quantità impressionante di monili d’oro e pietre preziose (o almeno spacciati per tali) a un prezzo super conveniente.

E la signora Giuliana ci è cascata, ha abboccato all’amo come una trota affamata: tutta contenta ha aperto il pacco, e con le sue mani tremolanti ha accarezzato la mercanzia immaginando di distribuire tutti quei bei gioielli, pregiatissimi ed estremamente raffinati a detta dell’abile televenditore, alle giovani nipoti.

Peccato che l’amica Gaia, diffidente per natura, ci abbia visto subito lungo e, dopo aver fatto una bella ramanzina alla nonna fin troppo ingenua, si sia recata da un orafo esperto per far analizzare gli acquisti. Il verdetto? Metallo di bassa lega, placcato male con pezzi di vetro incastonati. Povera signora Giuliana, così brava a preparare la lasagna ma altrettanto capace di farsi imbrogliare dal primo truffatore di turno. Gaia si è rivolta a un legale, ma si sa, si tratta di faccende lunghe e intricate.

Certo in TV è difficile verificare se si tratta di pezzi autentici e di qualità o se stiamo cadendo in una trappola, dietro lo schermo tutto sembra fin troppo bello e lucente, ma quando vi trovate un gioiello tra le mani ci sono un sacco di modi per essere sicuri, o almeno quasi, che non si tratti di un falso.

Si va dai metodi più “rustici” a quelli più professionali: alcuni si affidano a tecniche barbare come la prova del dente, ossia mordere l’oro (ma anche la perla) per vedere se è falso, e già qualche dentista si è arricchito grazie a tale pratica; ci sono poi i metodi di osservazione con lente d’ingrandimento, volti alla ricerca ossessiva del relativo marchio o timbro; alcuni poi sfregano l’oggetto con un panno per vedere se rilascia colore, altri si lasciano andare a veri e propri rituali di abrasione dell’oggetto in questione e a bagni nell’acido nitrico.

Insomma, per chi abbia intenzione di fare un giro per mercatini di antiquariato e vintage, dove spesso è possibile incappare in piccoli tesori dimenticati, esistono numerose strategie per fare il piccolo affare, anche se probabilmente l’allenamento dell’occhio è l’unica tecnica considerata realmente affidabile.

Siamo lieti di presentare la nostra Nuova Collezione….