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Nicotra Di San Giacomo - Tessitori di Gioielli / News  / Carnevale, perché ci si maschera?

Carnevale, perché ci si maschera?

Il martedì grasso è l’ultimo giorno di carnevale, giorno in cui si concludono le grandi abbuffate prima dell’austerità della quaresima cristiana. Una festa oggi soprattutto per i bambini che si divertono a girare per piazze con maschere e coriandoli.

Quando nasce la tradizione del carnevale? A Venezia le maschere tipiche erano già diffuse nel 1200 e se ne faceva un uso talmente smodato che nel 1268 fu necessario introdurre una legge per limitarle.

Ma l’origine delle maschere e del loro utilizzo è molto più antica. La maschera è sempre stata considerata un oggetto mistico e misterioso, in grado di mettere l’uomo in contatto con il mondo spirituale.

Nell’antica Roma, durante i Saturnali, una festività in onore del dio Saturno, si usava mascherarsi per sovvertire le gerarchie sociali, gli schiavi erano considerati liberi e potevano deridere i padroni. Così accadeva a Venezia, dove chi indossava una maschera poteva trasgredire ogni regola e persino insultare il doge. Oggi è rimasta la tradizione di mascherarsi per gioco in ricordo dei tempi antichi e del loro significato mistico e trasgressivo.

Perché il martedì si chiama “grasso”? La parola Carnevale deriva dal latino “carnem levare” che significa letteralmente eliminare la carne, in riferimento al periodo di digiuno della quaresima in cui non si mangiava la carne, considerata uno dei cibi più preziosi.